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Giovedì 19/03/2026
a cura di AteneoWeb S.r.l.
Nel 2024 oltre il 64% dei padri lavoratori dipendenti ha usufruito del congedo di paternità, confermando una crescita ormai stabilizzata.
I dati arrivano dal rapporto di Save the Children, che ha elaborato le informazioni fornite dall’Inps.
La fruizione resta più diffusa al Nord (59% dei fruitori), mentre Centro e Sud registrano rispettivamente il 19% e il 22%. I padri che ricorrono al congedo hanno prevalentemente tra i 35 e i 44 anni, con impiego stabile e full time.
Anche il tipo di contratto e la qualifica professionale influenzano i giorni medi di congedo: i lavoratori full time e a tempo indeterminato sono quelli ne usufruiscono di più, così come impiegati e dirigenti rispetto ai lavoratori manuali. In particolare, i lavoratori full time utilizzano mediamente quasi due giorni in più rispetto ai part time, i dipendenti a tempo indeterminato fruiscono di mezza giornata in più rispetto ai tempi determinati, mentre impiegati e dirigenti ricorrono al congedo più dei lavoratori manuali.
Nel 2024 i padri che hanno preso il congedo sono 181.777, con maggiori numeri in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna al Nord, Lazio e Toscana al Centro, Campania, Puglia e Sicilia nel Sud.
Nonostante i progressi, i dati evidenziano ancora forti disomogeneità territoriali, sottolineando la necessità di politiche che rendano più equo l’accesso a questo importante strumento di conciliazione famiglia-lavoro.