Lunedì 04/05/2026
a cura di AteneoWeb S.r.l.
Decreto 1° Maggio 2026: guida completa ad incentivi, sgravi e salario giusto
Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso 28 aprile 2026 un atteso decreto-legge, noto come "Decreto 1° maggio", che introduce un pacchetto di riforme cruciali per il mercato del lavoro italiano.
Con uno stanziamento complessivo di oltre 900 milioni di euro, il provvedimento mira a incentivare l'occupazione stabile (in particolare di donne e giovani), a rafforzare le tutele per i lavoratori delle piattaforme digitali e a delineare nuove direttrici in materia contrattuale e salariale.
Di seguito proponiamo una sintesi operativa per l'applicazione delle nuove disposizioni (attualmente in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale).
Il nuovo pacchetto di incentivi all'occupazione 2026
Il cuore del decreto è rappresentato da quattro misure di esonero contributivo, che sostituiscono le precedenti disposizioni contenute nel "Decreto Milleproroghe", delineando un regime agevolato temporaneo valido esclusivamente per l'anno 2026.
È fondamentale ricordare che, per fruire di questi sgravi, le aziende dovranno garantire un
incremento occupazionale netto, calcolato mensilmente rispetto alla media dei lavoratori impiegati nei 12 mesi precedenti. Inoltre, il datore di lavoro non deve aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti l'assunzione e non dovrà farne nei sei mesi successivi (pena la revoca e il recupero dell'incentivo). Dagli sgravi sono sempre esclusi i premi INAIL e la cosiddetta "contribuzione minore".
Ecco i dettagli dei singoli bonus:
- Bonus assunzione donne 2026: si tratta di un esonero contributivo del 100% (fino a 650 euro mensili, elevabili a 800 euro per le regioni della ZES unica del Mezzogiorno) per una durata di 24 mesi. L'incentivo è dedicato all'assunzione a tempo indeterminato di donne definite "svantaggiate" secondo il Regolamento CE n. 651/2014 (prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, o 12 mesi in determinati casi). L'agevolazione non è applicabile ai contratti di lavoro domestico e all'apprendistato.
- Bonus giovani 2026 (under 35): prevede l'abbattimento totale dei contributi a carico del datore di lavoro (tetto di 500 euro al mese, che sale a 650 euro per le sedi al Sud e nelle aree di crisi) per 24 mesi. È riservato all'assunzione di personale non dirigenziale sotto i 35 anni che non abbia avuto un impiego regolare da almeno 24 mesi (ridotti a 12 se rientranti in categorie svantaggiate).
- Bonus stabilizzazione giovani: una misura strategica per la trasformazione dei contratti a termine. Riconosce un esonero totale fino a 500 euro mensili per 24 mesi per le stabilizzazioni di contratti a tempo determinato (stipulati tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026 e di durata massima di 12 mesi) effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026. Riguarda under 35 mai occupati stabilmente in precedenza. Attenzione: l'operatività di questa specifica misura è subordinata all'autorizzazione della Commissione Europea.
- Bonus assunzioni ZES: un'agevolazione su misura per le microimprese. Garantisce un esonero totale (fino a 650 euro al mese) per i datori di lavoro con un massimo di 10 dipendenti situati nella ZES unica del Mezzogiorno che assumono soggetti over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.
"Salario giusto" e rinnovi dei CCNL
Il decreto interviene anche sulla delicata materia della retribuzione, evitando l'introduzione di un salario minimo legale, ma puntando a contrastare il dumping salariale.
Il provvedimento stabilisce il principio del
salario giusto, assicurando ai lavoratori un trattamento economico complessivo che non sia inferiore ai minimi tabellari previsti dai contratti collettivi nazionali (CCNL) siglati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative.
A tutela del potere d'acquisto, vengono introdotte nuove regole per i
rinnovi contrattuali. Sebbene venga salvaguardata l'autonomia delle parti sociali nella definizione degli aumenti e delle coperture di vacanza contrattuale, il decreto impone una stretta sui ritardi: qualora un CCNL non venga rinnovato entro 12 mesi dalla sua naturale scadenza, scatterà un adeguamento forfettario automatico delle buste paga, pari al 30% della variazione dell'Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato (IPCA).
Economia digitale: stretta sui riders e trasparenza algoritmica
Per far fronte alle criticità legate al lavoro sulle piattaforme digitali, i consulenti che assistono aziende del settore logistica e delivery dovranno prestare massima attenzione alle nuove
tutele tecnologiche. È stato introdotto l'obbligo di identificazione certa del lavoratore (tramite SPID, CIE o sistemi simili) per scongiurare cessioni illecite degli account e fenomeni di caporalato digitale. I lavoratori acquisiscono inoltre il diritto alla trasparenza sui criteri degli algoritmi che assegnano compiti e compensi, potendo anche richiedere l'intervento di un operatore umano per la revisione di eventuali decisioni automatizzate rilevanti.
Welfare aziendale e previdenza complementare
Infine, il Decreto 1° maggio offre nuovi strumenti sul fronte della conciliazione vita-lavoro e del welfare aziendale. Le aziende che si dotano della
certificazione UNI/PdR 192:2026 (attestante l'impegno per il sostegno alla natalità e alle esigenze di cura genitoriale) potranno beneficiare di un ulteriore sgravio contributivo a carico del datore di lavoro, fino all'1% e con un tetto massimo di 50.000 euro all'anno.