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Venerdì 26/06/2026
a cura di AteneoWeb S.r.l.
L’Aula del Senato, con il via libera definitivo, conclude l’iter di conversione del Decreto legge Primo Maggio (D.L. n. 62/2026), che introduce ufficialmente nell’ordinamento il principio del “salario giusto”.
La nuova disciplina collega il trattamento economico complessivo (TEC) ai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative di datori di lavoro e lavoratori, rafforzando così il ruolo della contrattazione collettiva nella definizione delle retribuzioni minime.
Il provvedimento non si limita al profilo salariale, ma interviene anche su più fronti del mercato del lavoro: prevede incentivi all’occupazione stabile, misure per favorire il rinnovo dei contratti collettivi e strumenti specifici per il contrasto al caporalato digitale.
Nel corso dell’esame parlamentare sono state introdotte ulteriori novità, tra cui la limitazione a 12 mesi dell’utilizzo dei tirocini extracurricolari presso aziende appartenenti allo stesso gruppo. È inoltre previsto l’obbligo di deposito presso il Ministero del Lavoro e il CNEL per i contratti di prossimità e le relative intese.
Tra le innovazioni figura anche l’istituzione del “tutor per la sostenibilità economica”, una nuova figura con compiti di accompagnamento e supporto rivolti ai lavoratori che hanno perso l’occupazione o subito una significativa riduzione del reddito, con l’obiettivo di favorire percorsi di riorganizzazione economica e professionale.