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Mercoledì 09/09/2026
a cura di AteneoWeb S.r.l.

Schemi di Bilancio e semplificazioni per gli Enti del Terzo Settore: guida ai nuovi limiti

Una panoramica sui modelli di bilancio per gli Enti del Terzo Settore. Scopri le soglie di ricavi aggiornate per il rendiconto per cassa e le novità 2026.

La modulistica differenziata: un approccio proporzionale



Il legislatore, al fine di garantire un corretto equilibrio tra obblighi di rendicontazione e oneri amministrativi, ha strutturato i modelli di bilancio per gli Enti del Terzo Settore basandosi su criteri dimensionali. La modulistica ufficiale, definita dal D.M. 5 marzo 2020 e aggiornata con gli interventi successivi, adotta un approccio "modulare" a seconda dei volumi economici gestiti.

I tre regimi contabili



Grazie ai recenti emendamenti normativi (Legge 104/2024 e D.M. 18 febbraio 2026), il quadro applicativo prevede tre distinti livelli di rendicontazione:

1. Il Bilancio in forma ordinaria



Obbligatorio per gli enti con componenti positivi di reddito (ricavi, rendite, proventi) superiori a 300.000 euro. Questo bilancio, redatto secondo il principio della competenza economica, si compone di tre documenti inscindibili: lo Stato Patrimoniale (Modello A), il Rendiconto Gestionale (Modello B) e la Relazione di Missione (Modello C).

2. Il Rendiconto per cassa integrale (Modello D)



Riservato agli enti privi di personalità giuridica con proventi superiori a 60.000 euro ma non superiori a 300.000 euro. Basato sul principio di competenza monetaria (di cassa), espone entrate e uscite finanziarie. Rappresenta una notevole semplificazione contabile, pur garantendo una chiara separazione tra le diverse aree gestionali, come le attività di interesse generale e le attività diverse.

3. Il Rendiconto per cassa in forma aggregata (Modello E)



Applicabile a tutti gli enti (personificati e non) che registrano ricavi, rendite o proventi non superiori a 60.000 euro. Questo nuovo modello rappresenta l'apice della semplificazione. Consente infatti di indicare le entrate e le uscite in maniera puramente sintetica e aggregata, alleggerendo drasticamente il carico burocratico per le realtà di piccolissime dimensioni.

La transizione tra regimi



La misurazione della soglia dimensionale per l'anno in corso si basa sui dati risultanti dal bilancio dell'esercizio precedente. Ai fini del calcolo dei limiti, è indispensabile escludere le entrate "extra-ordinarie", come quelle derivanti dallo smobilizzo di immobilizzazioni o dall'accensione di prestiti, garantendo che la valutazione si concentri esclusivamente sui volumi della gestione corrente.
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